L’uncinetto è una delle tecniche tessili più amate al mondo, eppure la sua storia resta avvolta nel mistero e custodisce aneddoti che in pochi conoscono. Tra leggende affascinanti, regine appassionate e capitoli sorprendenti della storia, ecco dieci curiosità che vi faranno guardare con occhi diversi filo e uncino.

Origini incerte e leggende romantiche

  • Nessuno sa davvero dove sia nato. Le origini dell’uncinetto restano un vero mistero: c’è chi lo fa risalire all’antico Egitto, chi alla Cina, chi alla penisola araba e chi ancora alle reti da pesca del Medio Oriente. Mancando prove certe, gli storici continuano a discuterne.

  • Il reperto più antico ha oltre 3.000 anni. Nello Jutland, in Danimarca, è stato ritrovato un copricapo di lana grezza realizzato con una tecnica simile all’uncinetto moderno, risalente a circa tre millenni fa.

  • C’è perfino una leggenda sui fiocchi di neve. Secondo un racconto popolare bavarese, una donna rimase talmente affascinata dalla bellezza dei fiocchi di neve da provare a riprodurli con un filo di cotone e un ago ricurvo: da quel gesto sarebbe nata, almeno nella tradizione, la lavorazione all’uncinetto.

Dai conventi alle corti reali

  • Le prime “maestre” furono le suore. Nel XVI secolo, nei conventi italiani e spagnoli, le religiose usavano l’uncinetto per realizzare raffinati paramenti sacri e decorazioni per gli abiti ecclesiastici: un’arte fine, quasi un merletto.

  • Una regina lo rese di moda. Nell’Ottocento fu la Regina Vittoria a contribuire enormemente alla diffusione dell’uncinetto: lo promosse pubblicamente, comprò merletti realizzati dalle donne irlandesi e fu tra le prime sovrane a farsi ritrarre mentre lavorava all’uncino.

  • L’uncinetto salvò l’Irlanda dalla carestia. Durante la Grande Carestia irlandese (1845-1852), il celebre “pizzo d’Irlanda” divenne una vera e propria fonte di sostentamento economico per migliaia di famiglie, trasformando un’arte decorativa in un’industria artigianale vitale.

Un’arte utile, non solo decorativa

  • In guerra diventò un gesto di solidarietà. Durante le due Guerre Mondiali, l’uncinetto smise per un periodo i panni dell’eleganza: le donne lavoravano instancabilmente per realizzare coperte, guanti e berretti caldi da inviare ai soldati al fronte.

  • Esiste anche una versione “lunga”. L’uncinetto tunisino, conosciuto anche come Afghan Crochet, utilizza un uncino più lungo del normale che permette di raccogliere molte asole contemporaneamente, proprio come i ferri da maglia, per poi richiuderle una a una nel giro di ritorno.

Da hobby démodé a tendenza globale

  • Negli anni ’60 e ’70 diventò simbolo di ribellione. Con l’esplosione del movimento hippie, l’uncinetto perse la sua immagine austera e formale per trasformarsi in un’espressione di libertà, controcultura e sperimentazione con colori e materiali nuovi.

  • Oggi è tornato di moda grazie ai social. Dopo decenni in cui veniva considerato un’attività “da nonne”, l’uncinetto sta vivendo una vera rinascita tra le nuove generazioni, che lo scoprono e lo condividono in community online dedicate, trasformandolo in una tendenza globale sulle passerelle e oltre.

Dietro ogni maglia e ogni punto si nasconde una storia lunga secoli, fatta di necessità, arte, ribellione e rinascita. L’uncinetto non è solo un hobby rilassante: è un filo, letteralmente, che ci collega a culture, epoche e persone lontanissime tra loro. La prossima volta che imbraccerete il vostro uncino, ricordatevi che state portando avanti una tradizione antica quanto affascinante.